EGITTO: PER I MORTI UN LIBRO

Ultimo appuntamento con l’Egitto e Franco Naldoni giovedì 20 luglio (ore 21.30, ingresso libero), che replicherà presso la nostra sede (Piazza dello Spirito Santo 1) la lezione già tenuta alla Biblioteca San Giorgio sul tema del LIBRO EGIZIANO DEI MORTI.Naldoni 1

Kitab el Mayytun
, letteralmente “Libro del morto”, fu la designazione araba per qualsiasi rotolo di papiro rinvenuto nelle tombe egizie. Designazione assai generica, tuttavia questa definizione è rimasta, accolta dai pionieri delle ricerche egittologiche, ma limitata a descrivere quegli scritti, una miscellanea raccolta di formule da pronunciare per poter attraversare indenni i pericoli dell’aldilà.libro morti 2
Fra le tante difficoltà che si presentano nella lettura di questo testo in primis quella di concepire per noi, oggi, un’indagine sul post mortem bloccati come siamo dal preconcetto tipico della nostra civiltà che “non si può” sapere cosa c’è dopo la morte.
Per gli antichi egizi questo era invece materia di insegnamento sin dalla più giovane età, come materia di insegnamento erano la teologia e il comportamento morale da tenere in ogni istante della vita.
Questo antico popolo in ogni sua manifestazione di civiltà e perfino nella sua arte sembra presentare le stigmate di una profonda credenza in Dio e nell’immortalità dell’anima, nel suo destino beato o infelice proporzionato al suo operato sulla terra.libro morti 3
Uno dei principali aspetti che ha caratterizzato la società e la religione egiziana è la preoccupazione di ciò che aspettava l’anima nel Regno dei Morti, un luogo oscuro, pieno di insidie e pericoli, in cui un defunto –se sprovvisto degli accorgimenti magici necessari- si sarebbe trovato come un naufrago in balia della tempesta, alla mercé di ogni abitante d’oltretomba, senza possibilità di visione, senza poter camminare o muoversi secondo il proprio cuore o la propria volontà.anubi
In questo stato di tramortimento spirituale egli avrebbe subito il famoso giudizio davanti al Tribunale di Osiride: il suo cuore, posto su un piatto della bilancia, doveva risultare conforme alla verità e giustizia rappresentate dalla piuma della dea Maat posta sull’altro piatto della bilancia. Se il cuore veniva giudicato più pesante della piuma di Maat, allora l’anima era gettata in pasto al coccodrillo Ammit, oppure gettata nello Stagno di Fuoco dove dimorava il “Divoratore per Milioni di Anni”.libro morti egiziano
Se il cuore rimaneva leggero come la piuma di Maat, allora il defunto era “veramente giustificato” e poteva aspirare all’unione con la divinità.
Il LIBRO DEI MORTI egiziano presenta dettagliatamente il percorso dell’anima, ovviamente secondo la tradizione egizia, ma è interessante anche perché in questo scritto è celata una scienza antichissima che andava sotto il nome di “dottrina dell’andata e del ritorno”. Dottrina che presentava due aspetti: l’itinerario creativo-rivelativo (la divinità che scende nell’uomo) e il mistero della seconda nascita (l’uomo che nasce alla divinità).maat
Potremmo riassumere l’insegnamento descritto in questo testo con la frase che troviamo incisa nelle piramidi della V Dinastia:
“Va’ affinché tu torni! Dormi affinché tu vegli! Muori affinché tu viva!”.

 

 

 

EGITTO, IMMAGINE DEL CIELO

egitto cielo 4Giovedì 13 luglio alle ore 21.30 appuntamento con l’Egitto e Franco Naldoni. Questa volta ci parlerà della relazione possibile fra astronomia/astrologia e tradizione egizia, o per meglio dire tradizione arcaica.egitto cielo 3

Il fatto che gli antichi  templi egizi siano perfettamente orientati secondo precisi dettami astronomici come il sorgere e il tramontare del sole, il culminare di questo in alcuni segni, il sorgere e il tramontare di alcune stelle, oppure in coincidenza di fasi lunari, non deve sorprenderci perché gli antichi sacerdoti, in possesso di una conoscenza iniziatica, non disgiungevano l’osservazione astronomica dall’arte alchemica e dalla teurgia con il preciso fine di ottenere una trasformazione spirituale di tutto il composto umano.egitto cielo 2
La costante utilizzazione di immagini astronomiche nei miti, nelle leggende, nella poesia di questo antico popolo, sottolinea lo stretto rapporto tra scienza e religione e quindi fra il mondo terrestre e quello celeste. In Egitto persino la semplice distribuzione geografica di tombe e templi manifesta questo rapporto del cielo con la terra, templi che furono eretti da coloro che custodivano le chiavi della scienza.Egitto cielo 1
Queste opere arrivate sino a noi sono dei veri e propri libri contenenti frammenti di un antico sapere che oggi possiamo decifrare grazie ai testi della collana archeosofica ed agli studi compiuti da Tommaso Palamidessi prima ed Alessandro Benassai dopo. Entrambi hanno pubblicato le loro ricerche ed esperienze, testi pieni di fascino e spunti di riflessione.

Vi aspettiamo alla nostra sede di Piazza dello Spirito Santo 1. Ingresso libero.

EGITTO IN BIBLIOTECA

Nel mese di luglio abbiamo organizzato in collaborazione con la Biblioteca San Giorgio un ciclo di conferenze sul tema affascinante dell’antico Egitto, curato da Franco Naldoni.indagini egitto biblioteca
La prima conferenza è già stata molto apprezzata dal pubblico della San Giorgio e della nostra sede pistoiese. Sì, perché abbiamo pensato a delle repliche nella sede archeosofica di Piazza dello Spirito Santo,1 .
Quindi dopo “Indagine sulle grandi piramidi” (tenuta il 4 luglio presso la Biblioteca e il 6 luglio alla nostra sede) avremo:antico egitto 2

“Egitto Misterioso”
– 11 luglio ore 17.30 alla Biblioteca San Giorgio (è richiesta la prenotazione)
– 13 luglio ore 21.30 in sede (ingresso libero)sfinge

“Libro dei morti egiziano”
-18 luglio ore 17.30 alla Biblioteca San Giorgio (con prenotazione)
– 20 luglio ore 21.30 in sede (ingresso libero).antico egitto

Potete usare il nostro blog per lasciare commenti, domande, richieste per altri incontri. Il dott. Naldoni sicuramente risponderà con piacere.

INDAGINE SULL GRANDI PIRAMIDI

Giovedì 6 luglio alle ore 21.30 avremo il piacere di ascoltare Franco Naldoni, studioso ed esperto di egittologia, che commenterà un capitolo dell’opera di Alessandro Benassai dal titolo: “Indagine sulle grandi piramidi” (pubblicazione interna, disponibile in sede), lezione già tenuta lo scorso 4 luglio presso la biblioteca San Giorgio.indagine grandi piramidi

Potremmo definire le piramidi gli Archivi segreti dell’Alta scienza d’Egitto.
Sul piano desolato di Giza, al sicuro dall’inondazione, dai monti Libici scendendo verso il Nilo, si estende la spettacolare e grandiosa necropoli di Menfi custodita ancor oggi dalle grandi piramidi che ne sono l’avanguardia granitica. Queste colossali costruzioni sembrano indicare il simbolo visibile del misterioso Egitto, simbolo scolpito a tratti giganteschi per tutte le generazioni a venire e forse per l’eternità, se non dovesse un giorno anche l’Egitto, scomparire inghiottito ancora una volta dagli abissi marini.indagine grandi piramidi 1
Le piramidi riassumono e rappresentano la chiave preziosa dell’antico Egitto. Infatti non si tratta soltanto di constatare nelle piramidi le tracce della scienza di una civilizzazione ormai dispersa da millenni, si tratta piuttosto di scoprire, impresso nei colossali e simmetrici tumuli di granito, un sapere che ancora oggi, nonostante il progresso scientifico e tecnologico raggiunto, stupisce i più scettici e rigorosi investigatori. La piramide è un perfetto simbolo architettonico della più alta conoscenza integrale filosofica, religiosa e scientifica dell’antico Egitto, erede di una saggezza ancor più remota.indagine grandi piramidi 2
Le Grandi Piramidi quindi con i loro misteri e le loro forme perfette costituiscono forse l’esempio più alto e maestoso lasciato a testimonianza di una conoscenza ormai perduta. Conoscenza che era indubbiamente anche tecnica, ma traeva la sua caratteristica da una Sapienza ben più alta e profonda: la Sapienza Arcaica, trasmessa attraverso il linguaggio universale dei numeri e delle figure geometriche, linguaggio ancora più conciso di quello geroglifico di cui non si trova traccia all’interno delle Grandi Piramidi.
Gli studi di Tommaso Palamidessi prima e di Alessandro Benassai oggi ci forniscono una quantità impressionante di dati oggettivi, non frutto di speculazioni e deduzioni, o di arzigogolate e forzate elucubrazioni, ma dati inoppugnabili, constatabili da chiunque, presentati alla luce del giorno, che ci permettono di vedere come la conoscenza degli architetti delle grandi piramidi si rivela molto più vasta di quanto si possa supporre e rifletta il sapere di razze molto più antiche e evolute.indagine grandi piramidi 3
Le grandi Piramidi di Giza non furono progettate a caso: i costruttori scelsero deliberatamente fra tutti i possibili modelli gli unici che dimostrassero per mezzo del simbolismo matematico e geometrico i principi fondamentali o leggi che governano l’evoluzione dell’uomo e dell’universo.

Vi aspettiamo giovedì sera presso la nostra sede di Piazza dello Spirito Santo, 1. Ingresso libero e gratuito.

 

 

 

 

 

 

LA VIA DEI FIORI

Lunedì 26 giugno alle ore 21.30 avremo il piacere di ascoltare Laura Monducci e Maria Novella De Cristofaro che ci introdurranno al colorato mondo della VIA DEI FIORI.fiori 1
I fiori adornano il creato con la loro bellezza sviluppata nelle più disparate e perfette forme dai molteplici colori.
Hanno un ruolo fondamentale per la vita sul nostro pianeta e ci influenzano con i loro profumi, con le loro vibrazioni energetiche e i principi medicamentosi che contengono.fiori 33
Ci accompagnano nei tanti momenti della nostra vita donando allegria, gioia e conforto, dalla nascita alla morte.
Simboli di forze, di virtù, attributi speciali associati alla divinità e ai Santi, fin dalla più remota antichità i fiori sono presenti nei Templi e nelle cerimonie sacre.fiori 5
In Giappone viene data una particolare considerazione ai fiori, alla loro cura e al loro profondo significato tanto che è nata dal VI secolo una vera e propria disciplina ascetica che ha preso il nome di “KADO”, la “VIA dei FIORI”, praticata principalmente dalla classe guerriera dei Samurai.
Tommaso Palamidessi parla minuziosamente di questa speciale Via per il perfezionamento spirituale nella sua opera “Guarire con le piante medicinali” (Vol.I, pp.26-27):
“La VIA dei FIORI è un esercizio di attenzione, concentrazione mentale e meditazione su un fiore, una pianta, verso la quale si usa amore, cura per guadagnare con la pratica quotidiana le virtù dei Santi, degli Eroi e degli Adepti.loto
La “Via dei Fiori” non si scopre soltanto in Giappone, dove l’asceta ha cura del suo giardino e delle piante a lui affidate dall’Istruttore, ma si trova da molti secoli nell’esoterismo antico indiano, egizio, ebraico e cristiano. Fra i fiori prescelti due sono noti: la ROSA ROSSA ed il fiore di LOTO BIANCO o Ninfea bianca.rosarossa
L’arte cristiana dei primi secoli ha spesso ornato i battisteri con il fiore di Loto. In INDIA e in CINA non manca mai quale ornamento simbolico dei templi.
I Greci, come del resto gli Egiziani, crearono il mito della Ninfea Bianca. Gli Egizi definivano questo fiore dal profumo di giglio la “SPOSA del NILO” dedicandolo alla dea Iside.
MEDITARE sul FIORE di LOTO che galleggia su uno specchio d’acqua, aspirarne il profumo delicato, guardare senza distrazione il suo colore bianco-azzurrino, respirare ritmicamente un respiro colorato vuol dire poco alla volta entrare in RISONANZA con l’ANIMA della NINFEA, sentire le sue VIRTU’, vedere le sue sottili energie eteriche, combaciare con la terra e aderire allo SPIRITO della TERRA disceso in essa con il mistero del GOLGOTHA”.via dei fiori 1
La simbologia collegata ai fiori da sempre ha rivestito una fondamentale importanza nel modo di comunicare tra le persone. “Dillo con un fiore” è sempre risultato un valido mezzo per esprimere un sentimento.
L’attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante è tradizionale, la ritroviamo nel Medioevo e nel Rinascimento dove ai fiori si attribuirono spesso significati morali e alcune virtù.
Ecco alcuni esempi:margherita
Lillà = prime emozioni d’amore;fiori 2
Margherita = pazienza;
Ginestra = umiltà;
Fiore d’Arancio = innocenza;
Giglio = purezza;
Fiore di Amaranto = immortalità;
Quercia = forza;
Palma = vittoria;
Reseda = dolcezza.
Il più famoso e noto a tutti è la rosa, che significa amore. Considerata la regina dei fiori, da sempre simbolo di riservatezza, di eleganza, di bellezza, di fragilità. Ma è anche il fiore mariano e mistico per eccellenza, capace di conservare segreti e intuizioni spirituali. La rosa rossa con il gambo di spine ha avuto per i Templari e i Rosacroce un significato di Sacrificio d’Amore; quella d’oro significava la perfezione morale.rosa oro
Vi aspettiamo lunedì sera per proseguire con voi su questo affascinante tema. Ingresso libero e gratuito, come ogni lunedì.

 

SAGGIO CORSO DI CANTO 2017

Sabato scorso abbiamo fatto il saggio estivo del corso di Canto Corale. Allievi e insegnanti si sono impegnati al massimo ed hanno reso piacevolissimo quel torrido pomeriggio. Per l’occasione hanno accettato di accompagnare l’esibizione alcuni musicisti D.O.C. : Alessandro Pelagatti,  Farfuri Nuredeni, Roberta Stancu, Lida Rodríguez. A.Pelagatti

musicisti saggio

 

Ecco le foto dei nostri docenti.

Paola Rachini
Paola Rachini
Graziana Biondi
Graziana Biondi
Daniela Monini
Daniela Monini
Elisabetta Mazzoli
Elisabetta Mazzoli
Cecilia Casagni Kiel
Cecilia Casagni Kiel
Debora Beronesi
Debora Beronesi
Fiorella Falli
Fiorella Falli

insegnanti
Ed ora alcune immagini del saggio (foto di Sabrina Petri e Stefano Bussoni).
saggio canto 2017 1saggio canto 2017 2saggio canto 2017 3saggio canto 2017 4saggio canto 2017 5saggioa canto 2017 6
Se volete informazioni sui nostri corsi di canto corale potete scrivere qui oppure telefonare in segreteria (0573 21414). A settembre ricominciamo !!!

 

 

 

CREATIVITA’ TRA GENIO E FOLLIA – di Caterina Savasta

scienzaL’umanità progredisce e va avanti grazie alle scoperte della scienza e della tecnica, grazie alle innovazioni fatte nel campo della medicina, della fisica, della musica, della poesia, delle arti figurative.
Sono importanti la capacità di osservare la natura ed i fenomeni che vengono percepiti dai nostri cinque sensi; è fondamentale la ragione e la proprietà umana di fare ipotesi, esperimenti e verifiche. scienza 2
In passato gli antichi ringraziavano Apollo e le Muse per il dono della danza, della poesia, della musica. Thot per la scrittura, la geometria e la matematica. Diana per la caccia e Minerva per la Sapienza, la tessitura e le arti. Apollo
Come fa l’uomo di genio a scoprire qualcosa che era sotto gli occhi di tutti e che nessuno però aveva mai visto? Qualcosa di nuovo a cui nessuno aveva mai pensato? Che cos’è la creatività? Un colpo di fortuna? Un attimo di follia? genialità
Qualcosa che accade quando i tempi sono maturi? Il frutto di un cervello straordinariamente dotato? Ogni epoca ha dato un’interpretazione a questo tema ed anche nella stessa epoca le opinioni non sono concordi. genio e follia
Ne parleremo insieme, lunedì 19 giugno alle ore 21.30 nell’ambito del ciclo ARTE, CREATIVITA’ E INTELLIGENZA. Vi aspetto!

futuro

Associazione Archeosofica – Piazza dello Spirito Santo,1 – Ingresso libero.