DANTE E LA CERCA DEL GRAAL – di Franco Naldoni

Venerdì 5 ottobre alle 21.30, avremo il piacere di ascoltare una relazione di Franco Naldoni sul tema “Dante e la Cerca del Santo Graal”.
Anche se non divulgato e manifesto, è molto stretto, sia da un punto di vista dottrinale che linguistico, il legame esistente tra l’ascesa di Dante fino alla visione beatifica descritta nella “Commedia” e le avventure ambientate nella “Bretagna Azzurra” da quei romanzieri del ciclo arturiano che fecero risuonare in tutta l’Europa medioevale l’eco di una leggenda antichissima, legata al misterioso nome di Santo Graal.

Comparsi negli stessi anni in cui vennero edificate le Cattedrali Gotiche e mentre i Cavalieri Templari stavano combattendo in difesa del Santo Sepolcro, i romanzi del ciclo arturiano ereditano la materia cavalleresca tipica dell’espressione poetica ad essi immediatamente precedente e la rielaborano allo scopo di additare un preciso itinerario spirituale che trova nel messaggio più segreto del Cristianesimo delle origini il suo fondamento dottrinale.

Nello stesso modo Dante nasconde una dottrina segreta “sotto ‘l velame de li versi strani”, così oltre il linguaggio leggendario connesso ai nomi di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, è possibile rintracciare un preciso itinerario spirituale, intriso di religiosità cristiana, affatto dissimile da quello descritto dal “sommo vate”.

Non diversamente da Dante che all’ardua impresa del viaggio ultraterreno è sospinto da Beatrice, i cavalieri arturiani sono mossi ad intraprendere la cerca nella “selva oscura” da un analogo amore per la Sapienza, personificato da quella misteriosa dama di ineffabile bellezza che reca tra le sue mani il Graal.
In nome del Graal essi rinunciano alla fama, agli amori terreni, al potere e alla conquista dei regni di questo mondo, per incarnare totalmente l’ardito modello di monaco guerriero che pochi anni prima San Bernardo di Chiaravalle aveva delineato per l’Ordine dei Templari. Vestito infatti di panni templari, cioè come la “milizia santa” che in forma di candida rosa risiede nell’Empireo, è proprio San Bernardo di Chiaravalle, colui che, mostrandosi a Dante nelle sembianze dello stesso Gesù Cristo, lo introdurrà al più alto mistero che gli sia concesso di vivere.

Il confronto tra i due viaggi, quello di Dante e quello dei Cavalieri del Graal, verrà svolto sulla base di una definizione del mistero graalico che, ben lungi da quanto narrato in una certa letteratura moderna per scopi divulgativi, risulta avere l’unica funzione di innalzare la coscienza umana alle vette della contemplazione di Dio … e oltre.

 

 

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2 pensieri riguardo “DANTE E LA CERCA DEL GRAAL – di Franco Naldoni

  1. Buongiorno sono Elena di Viareggio seguo la associazione già da qualche anno e vorrei sapere se stasera la serata è a pagamento . Grazie Elena

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    1. Gli appuntamenti del lunedì e del venerdì sera sono ad ingresso libero. Per i corsi invece è necessaria la quota di iscrizione. Grazie per la sua cortesia!

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