IL PROBLEMA DELLA CRONOLOGIA EGIZIANA – di Franco Naldoni

Siamo giunti al terzo appuntamento con la civiltà egiziana: giovedì 30 novembre ore 21.30, sempre ingresso libero, sempre nei locali dell’Associazione Archeosofica pistoiese di Piazza dello Spirito Santo 1. 2 Piramide Egizia

Lo studio della cronologia egiziana fa sorgere immediatamente alcune domande. Perché questa attenzione così marcata in tutte le antiche civiltà a narrare la discendenza divina del Re? Si tratta solo di narrare la successione storica di eventi di un popolo e della stirpe regnante? Perché questo assillo nel testimoniare il diritto a regnare derivante da questa discendenza divina?

Da un punto di vista storico lo studio delle varie liste regali egizie è servito per tracciare la storia di questo popolo dal momento dell’unificazione dei due regni ai tempi di Menes che ha dato il via all’Egitto faraonico e dinastico che ci viene insegnato nelle scuole. Su questo punto la discussione è comunque ancora aperta; infatti lo studio della cronologia della civiltà egizia è un argomento fra i più discussi nella storia dell’egittologia. antico egitto
Importanti dibattiti si sono accesi sulla questione anche perchè i dati rilevati dai vari reperti presentano varie discordanze, sui periodi di regno, fra le corrispondenze dei nomi, sulla durata dei regni per i periodi più antichi, anche a causa della consuetudine di segnalare i censimenti del bestiame e non gli anni effettivi, e quando poi si parla dei periodi intermedi la confusione aumenta, senza poi contare lo spinoso problema dell’individuazione dei costruttori delle Grandi Piramidi in queste liste, dando per scontato che queste costruzioni fossero di epoca dinastica. Ancora molta chiarezza deve essere fatta da un punto di vista storico. E chiarezza può essere fatta se analizziamo queste liste con le chiavi forniteci dalle opere di Tommaso Palamidessi e dagli studi di Alessandro Benassai. Divinità Egizie

Alla luce di questi studi appare in tutta la sua evidenza che queste liste non erano state scolpite con il segno della permanenza, ovvero il geroglifico, solo per pura narrazione storica o per tracciare una linea cronologica dei fatti del regno. Non era questo il motivo per cui erano state scolpite sulle pareti dei templi, luoghi dove si celebrava la divinità del faraone, ma per testimoniare come il diritto a regnare derivasse da un ben preciso retaggio che fa riferimento a un centro spirituale metastorico, un centro di sapienza arcaica di origine umano-divina che manifestandosi nei vari centri tradizionali dava origine allo sviluppo storico delle civiltà tramite il Re, il sovrano-pontefice che unisce il cielo e la terra. ABUSIMBEL

Dal contenuto di tre di questi documenti, la Pietra di Palermo, il Canone Regio di Torino e la Lista di Manetone, emerge quindi una storia dell’Egitto che non inizia con l’unificazione dei due regni da parte di Menes e l’inizio del periodo dinastico, ma mette in evidenza una periodo predinastico sottovalutato dagli storici che lo relegano solo a un racconto mitologico senza tenere conto che,  come scrive Tommaso Palamidessi, “il mito è un linguaggio per tramandare gli insegnamenti profondi delle origini delle cose, sulla creazione del mondo e dell’uomo….mito e culto sono due elementi saldati al fatto religioso, il mito è il commento razionale degli atti del culto, trasmesso nei secoli attraverso il tessuto di simboli che vanno decifrati”.

In queste tre liste si cela quindi un insegnamento profondo e quanto mai attuale perché parlano delle nostre origini, della nostra storia, la storia dell’umanità e di tutte le sue età scandite proprio dalla manifestazione di questo centro di sapienza arcaica.

Queste liste ci danno così una traccia per rispondere ad alcuni dei quesiti che ognuno di noi ha nel profondo della sua anima perché l’esistenza dell’uomo pone una domanda, e per ciascuno di noi è un quesito personale la ricerca dello scopo della propria esistenza. E poiché ogni essere si trova più o meno nella stessa situazione, il problema è generale, collettivo oltre che personale.Abu Simbel notte bis

Le domande alfine sono queste: qual è lo scopo dell’esistenza, perché, a quale fine esiste l’umanità? Le eterne e vive domande poste dalla tacita Sfinge al viandante pellegrino: “Chi sei, da dove vieni, dove vai?”.

 

 

 

 

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