Le erbe solstiziali – di Stefania Fineschi

IL SOLSTIZIO D’ESTATE, LE NOZZE DEL SOLE CON LA LUNA E LE ERBE SOLSTIZIALI

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E’ da poco passato il Solstizio estivo, il midsummer day di shakespeariana memoria, data magica e suggestiva, festeggiata ed omaggiata da sempre e da tutte le popolazioni dell’emisfero boreale. Tante leggende e miti si legano alla notte più breve dell’anno, momento astronomico nel quale il sole si trova nel punto più alto del cielo e dell’eclittica.  erbe solstiziali 3Era proprio in questo giorno che cominciava l’anno egizio, quando il sole di mezzogiorno dominava la vetta della Grande Piramide, senza che un velo d’ombra si levasse sulla sabbia della piana di Giza. Era questo il simbolo perfetto del totale dominio della luce divina sulle tenebre, tenebre del mondo e della coscienza dell’uomo.

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E’ sempre questo il giorno in cui, astrologicamente, il Sole entra nel segno del Cancro, domicilio della Luna. Il fuoco solare si congiunge al suo opposto, l’acqua lunare. I due luminari, sempre opposti nel cielo, finalmente si incontrano.  Nella tradizione cristiana a questa data si associa strettamente quella del 24 giugno, giorno della nascita del Battista, San Giovanni il Battezzatore, emblema e simbolo della figura dell’Iniziatore. Figura che si ritrova, come anticipata da un’antica Sapienza, anche nella tradizione greco-romana, nella quale la divinità associata al solstizio estivo era Giano Bifronte, il Custode delle Porte. erbe solstiziali 5Infatti in molte tradizioni anche precedenti, i due solstizi, quello estivo e quello invernale, momenti speciali del calendario astrologico ed astronomico, erano considerati “porte”, soglie che per un frangente si aprivano al varco umano, come scriveva Omero nell’Odissea, parlando del misterioso antro dell’isola di Itaca, nel quale si aprivano due porte: “l’una volta a Borea, è la discesa degli uomini, l’altra invece che si volge a Noto è per gli dèi e non la varcano gli uomini, ma è il cammino degli immortali”. La porta rivolta a Borea, ovvero verso il nord, è un chiaro riferimento al solstizio estivo, durante il quale il sole si trova a nord dell’equatore celeste; mentre quella degli dèi e degli immortali è rivolta verso la città di Noto, a sud di Itaca, perché il sole, alla data astronomicamente opposta del 21 dicembre, solstizio invernale, si trova a sud dell’equatore celeste.

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Giano Bifronte, raffigurato con uno scettro nella mano destra ed una chiave nella sinistra, era colui quindi che deteneva le chiavi delle Porte, anche di quelle solstiziali, ovvero la possibilità per l’uomo di varcare queste soglie, andare oltre l’umana condizione, perennemente soggiogata dalle potenze universali e liberarsi dal giogo imposto.
Ma nella notte nella quale tutto ciò, simbolicamente e realmente, si rende possibile, in questa notte si scatenano le forze contrarie, le potenze arimaniche e luciferiche che cercano di impedire all’uomo ed alla donna questo passo vero la libertà e la salvezza.
Ecco allora il fiorire di tutta una lunga serie di tradizioni e leggende legate a piante, cioè esseri viventi in grado di proteggere l’uomo da queste aggressioni, le così dette “erbe solstiziali” e alla consuetudine dei Fuochi di San Giovanni, siano essi fuochi d’artificio o falò, che, rischiarando la notte, portano con sé la potenza solare per dileguare le tenebre e tutto ciò che rappresentano. erbe solstiziali 6
Tra le 7 o 9 erbe solstiziali (a seconda delle tradizioni), ve n’è una a noi molto cara, da sempre chiamata erba scacciadiavoli, l’Iperico (Hypericum perforatum). Molti rituali e tradizioni si associano all’iperico, col suo fiore giallo e i suoi pistilli che tanto ricordano il sole con i raggi solari, nella notte di San Giovanni.
Anche la tradizione alchimistica ne riporta l’uso, come acqua distillata d’iperico, con la capacità di “confortare il cervello, la memoria e la vista”. Quindi, non ci stupisce affatto che la moderna scienza medica e biologica abbia riscoperto e confermato il potere dell’iperico di “scacciare i demoni”, ovvero quelle forze occulte che attanagliano la coscienza umana e impediscono all’uomo di evolvere.

erbe solstiziali 10È così che raffinati studi e metanalisi hanno decretato il potere antidepressivo dell’Iperico, tanto che anche l’OMS si è affrettata a ufficializzarne tale azione (secondo le indicazioni dell’EMEA, la nostra Food and Drug Administration). Inoltre l’iperico assunto per os ha tante altre proprietà curative: è un potente antivirale, aiuta a combattere i disturbi della menopausa, è inoltre coleretico ed epatoprotettore.erbe solstiziali 9

L’Oleolito di Iperico, che anche quest’anno, com’è ormai nostra tradizione, abbiamo preparato con alcuni allievi ed allieve dei nostri corsi di Erboristeria di Lucca e Pistoia, è un potente vulnerario eccezionale nel combattere piaghe, ustioni ed ulcerazioni. La famosa esperta di fitoterapia, la dott.ssa Campanini, ne attesta anche l’uso come protettore dai raggi solari (l’olio essenziale in esso contenuto fa da leggero filtro, l’ipericina accelera il richiamo del pigmento melanico – velocizzando i tempi dell’abbronzatura – e l’iperina agisce da vasoprotettore diminuendo i rischi di eritema solare), astringente per pelli arrossate, tonificante per pelli stanche e con azione eudermica per le pelli senescenti. Insomma, una pianta, mille virtù, come spesso accade nel regno delle piante officinali. erbe solstiziali 11
Una pianta che non è solo un esponente delle specie officinali, ma ci conduce in tutta un’altra storia.

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