UNA EVOLUZIONE POSSIBILE

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L’evoluzione spirituale della coscienza presuppone un’ascesi consapevole, un lavoro specializzato, svolto esattamente come afferma il comandamento della Carità: “Ama Iddio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”. In altre parole, per la buona riuscita degli esercizi ascetici occorre la partecipazione di tutto l’essere umano cosciente: Spirito, Anima Emotiva e Anima Erosdinamica, tre Principi che si esprimono tramite i corpi: mentale, astrale e fisico-energetico. L’evoluzione spirituale della coscienza presuppone cioè l’unione della mente con il sentimento e con l’azione.

Normalmente, nella vita di tutti i giorni, prevale solo uno degli aspetti, che poi influenza o condiziona l’espressione degli altri. Ad esempio, quando predominano le funzioni dell’istinto, del movimento, dell’azione, anche il sentimento e il pensiero prendono quella “colorazione”. Prediligendo tutto quello che coinvolge la forza fisica, potremmo avere una espressione emotiva di coraggio, temerarietà, anche estrema, fino ad atti eroici. Una conoscenza basata su una sorta di imitazione, sull’imparare a memoria, senza realmente acquisire una comprensione personale, un po’ come succede nelle famiglie e nella società quando si tramandano gli usi ed i costumi e le conoscenze popolari. Viceversa quando il centro della vita è nel corpo del desiderio, strumento dell’Anima Emotiva, allora saranno le emozioni ed i sentimenti ad avere più valore: slanci emotivi, passione, entusiasmo, che possono diventare ahimè oppressione, persecuzione, fanatismo. Se l’individuo è del tipo più “mentale”, allora noteremo un comportamento generale dominato da questa caratteristica: un uomo che ragiona, che ha una teoria per tutto, analizza, ordina, conta e misura, inventa e deduce. Ma per l’evoluzione spirituale della coscienza nessuno di questi comportamenti aiuta ad ottenere un risultato soddisfacente e completo. La famosa frase “conosci te stesso”, scritta come monito sulla porta degli antichi templi dove si celebravano i Misteri, si riferiva non alla molteplice personalità, parziale espressione delle potenzialità umane, ma al vero uomo (e alla vera donna), all’individualità che deve risvegliarsi come da un sonno profondissimo: il sonno spirituale che separa la coscienza sognante e immaginante della personalità dal mondo reale dell’Io.

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Lunedì 19 ottobre,  alle 21.30,  parleremo della simbologia tradizionale che presenta tipologie diverse di umanità, come gradini di una scala evolutiva che conduce fino al “Paradiso Celeste”.

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