VEDERE L’ALDILA’… E’ POSSIBILE?

Vedere l’aldilà… sapere in anticipo cosa ci aspetta nell’altro mondo, se esiste, averne la certezza insomma …. è possibile? Escludendo allucinazioni, sogni e fantasticherie, ovviamente.pre morteCi sono dei fenomeni a cui la scienza ancora non ha dato una spiegazione definitiva, come quei casi di persone che sono arrivate così vicino alla morte da sembrare completamente prive di vita, dichiarate clinicamente morte ma poi i medici sono riusciti a rianimarle, o persone andate in coma che poi si sono riprese e hanno raccontato la loro esperienza con molta precisione e lucidità.

Sono particolari esperienze dette di premorte, o Near Death Experience, abbreviato con NDE. Succede spesso in coloro che hanno avuto un arresto cardiaco, ad esempio. E sono tante le ipotesi per spiegare questi casi di premorte. Alcuni dicono che “potrebbe essere un fenomeno neurofisiologico causato da alterazioni che si producono nel cervello quando al suo interno scatta una specie di allarme di “morte imminente”, un’eccessiva produzione di endorfine che giustificherebbe il profondo senso di benessere riportato da alcuni testimoni;” secondo altri (Università del Kentucky) si tratterebbe dell’attivazione di normali meccanismi di sonno REM nel tronco encefalico, cioè sarebbero solamente dei sogni, perché la fase del sonno chiamata REM lo sapete è quella dove di solito si sogna; altra ipotesi (Università di Maribor in Slovenia) è che siano allucinazioni dovute all’alterazione del rapporto tra ossigeno e biossido di carbonio nella circolazione cerebrale. Tutte spiegazioni formulate da persone che ritengono il cervello produttore di ogni nostra facoltà, che sposano la tesi materialistica. Una tesi che potrebbe rivelarsi falsa.

“Com’è possibile che un cervello in stato di ipossia, cioè con un ridotto afflusso di ossigeno, moribondo e con un elettroencefalogramma critico, possa produrre un’esperienza mentale così lucida, complessa e logica” come quella raccontata da chi ha vissuto una NDE? Se facciamo questa domanda ad un medico, ci risponderà che il cervello durante un arresto cardiaco è come un computer che non riceve più energia, con i circuiti disattivati. Ci direbbe che “un cervello così non può avere un’allucinazione o un pensiero; non può fare assolutamente niente, proprio come un computer spento.” Non può ricordare, non può sognare, non ha coscienza.

Recentemente un cardiologo che ha studiato questo fenomeno, l’olandese Pim van Lommel, ha pubblicato i risultati delle sue ricerche in un libro e anche sulla rivista medica The Lancet con un articolo che ha fatto scalpore, soprattutto nel mondo scientifico, a causa della conclusione a cui lui è arrivato.

Ad un certo punto della sua carriera, Van Lommel, visto che gli capitavano spesso dei pazienti con arresto cardiaco che raccontavano strane esperienze vissute, ha deciso di istituire un progetto di ricerca per investigare il fenomeno sotto un attento controllo medico, affiancato da una equipe di collaboratori che lavoravano in ospedali diversi. Per più di 20 anni Van Lommel e colleghi hanno studiato questo tipo di esperienze. Per loro sono la dimostrazione che la coscienza non è un sintomo collaterale dell’attività del nostro cervello. E chiaramente è nata subito una polemica con i sostenitori della natura puramente materiale della coscienza. Attacchi e contrattacchi, si sono scatenati … ma Van Lommel si è difeso dicendo che questa indagine è stata condotta su 344 sopravvissuti ad arresti cardiaci per studiare la frequenza, la causa ed il contenuto delle loro esperienze di premorte. Una NDE è la testimonianza delle impressioni vissute durante uno speciale stato di consapevolezza, che comprende degli elementi specifici come l’uscita dal corpo, cioè le persone vedono il proprio corpo e tutto quello che gli succede come dall’alto, poi una sensazioni di estremo benessere e pace, la visione di un tunnel, di una luce, di parenti defunti, e a volte anche una revisione completa della propria vita, come un bilancio del dare e dell’avere.

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In questa indagine l’82% dei pazienti non ha avuto ricordi del periodo di incoscienza, mentre il 18% ha riferito di aver vissuto tutti gli elementi “classici” delle esperienze di premorte. I pazienti che fanno parte di questa ricerca ebbero tutti un arresto cardiaco, tutti furono dichiarati clinicamente morti, in uno stato di incoscienza provocato dall’insufficiente apporto di sangue al cervello o da insufficienza respiratoria o da entrambe le cause. Se in tali condizioni la riabilitazione cardio polmonare non viene attivata entro 5 – 10 minuti al massimo, il cervello subisce un danno irreparabile ed il paziente muore. I trattamenti medici furono gli stessi per tutti, e tutti rimasero incoscienti per lo stesso periodo di tempo, e tra di loro nessuno aveva informazioni precedenti sullo stato post mortem. Secondo la teoria fisiologica tutti i pazienti di questa indagine avrebbero dovuto avere una NDE o non la dovrebbe aver avuta nessuno, poiché tutti erano nelle stesse condizioni fisiche, clinicamente morti a causa di anossia del cervello (provocata da insufficiente circolazione sanguigna), ma solo il 18% riferì di aver avuto una NDE.

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Esiste un caso clinico ben documentato di una signora con una costante registrazione dell’EEG durante un’operazione di chirurgia cerebrale abbastanza complicata, per la rimozione di un aneurisma gigante alla base del cervello: la paziente fu operata con una temperatura corporea ridotta a 10-15 gradi, una macchina cuore-polmone attiva, quindi respirazione artificiale, con tutto il sangue drenato dal cervello, con EEG piatto, auricolari di stimolo in entrambe le orecchie, le palpebre chiuse con nastro adesivo… eppure questa signora raccontò al suo risveglio tutti i dettagli di ciò che vide e udì della sua operazione, tutti verificati, perché si era ritrovata come sospesa al di sopra del suo corpo.

Ancora oggi si dibatte l’antica questione : mente e cervello, sono la stessa cosa oppure no? La mente è solo la manifestazione del lavoro compiuto dal nostro cervello oppure il cervello è la macchina adoperata dalla mente che è un principio superiore?

Se durante un arresto cardiaco il cervello non funziona perché non arriva un sufficiente apporto di sangue, perché alcuni conservano una chiara memoria di quello che è accaduto in quei momenti?

Il tunnel, la luce, la propria vita che ti scorre davanti come un film, l’incontro con i defunti, la visione del corpo dall’esterno : elementi che si ritrovano praticamente in tutte le testimonianze di chi ha vissuto uno stato di pre-morte. Si sono messi tutti d’accordo per raccontare la stessa storia?

Non sempre gli scienziati sono scettici, alcuni sono giunti ad altre conclusioni basandosi sui casi che hanno esaminato e studiato a fondo, ammettono la probabile esistenza di una forza, di un’anima, che sopravvive al disfacimento fisico e ammettono l’esistenza di un aldilà ancora da esplorare. Ad esempio JEFFREY LONG, un oncologo americano, ha studiato più di 1300 casi di persone dichiarate clinicamente morte e poi rianimate. Ha scritto anche lui un libro: “Evidence of the Afterlife”, dove si chiede se queste esperienze siano realmente una prova dell’aldilà. Nel 1998 ha istituito insieme alla moglie Jody una fondazione no profit (Near Death Experience Research Foundation) aperta a persone di tutto il mondo, una sorta di forum mondiale, dove poter raccontare le esperienze personali e collezionare così dati scientifici su questo fenomeno. Il suo sito ha più di 400.000 accessi al mese ed è diventato il database più importante per le NDE.

E di libri sull’argomento ce ne sono veramente tanti, di autori improvvisati anche, ma molti scritti da medici, da psichiatri, che hanno lavorato per tanti anni a stretto contatto con persone vittime appunto di fenomeni straordinari.

Fatti straordinari che accadono continuamente, anche se non ne siamo informati perché le persone protagoniste non sono famose, o non rientrano in una statistica e non vengono segnalati dai giornali o dalla tv.

Questo argomento vi incuriosisce? Ne parleremo stasera, giovedì 10 settembre, alle ore 21.00 presso la nostra sede di Piazza dello Spirito Santo. La relazione sarà curata da Sandro Scaffardi. Ingresso libero e gratuito, come sempre!

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