KABBALA E GEOMETRIA : IL PENTAGRAMMA E L’ESAGRAMMA

Due triangoli sovrapposti, uno bianco con il vertice in alto, e uno nero con il vertice in basso, formano l’esagramma o sigillo di Davide.

EsagrammaI due triangoli, opposti e complementari, simboleggiano l’unione del Fuoco e dell’Acqua, dell’Alto e del Basso, del Maschio e della Femmina, e ci richiamano al significato della lettera VAU, che ha valore numerico 6 ed esprime proprio l’idea di unire, congiungere. Il triangolo bianco indica la forza divina che scende sulla creazione, il triangolo nero la forza del male che ostacola il ritorno della creazione a Dio. Il fatto che sono intrecciati vuol dire che lo Spirito divino interviene sulla materia con le sue tre forze (volontà, saggezza e intelligenza), e la materia si dispone con le sue tre qualità : inerzia, movimento e ritmo. esagramma con punto

Questo sigillo di Davide indica una tappa dell’evoluzione umana nel suo cammino verso l’Assoluto, quando l’umanità arriva nella fase critica dove lo Spirito e la Materia si equilibrano.

Se l’Esagramma rappresenta l’Uomo Universale, il Pentagramma simboleggia l’Uomo individuale. La trasformazione dell’uomo individuale nell’uomo universale è proprio lo scopo dell’ascesi kabbalistica. uomo pentagrammatico

Il pentagramma o stella fiammeggiante è l’immagine del numero 5, valore della lettera HE. La He indica la Luce dello Spirito, quella Luce che dà vita all’immagine dell’uomo.

La stella fiammeggiante è il fuoco sacro in movimento, seme universale di tutti gli esseri. Così come il 5 è simbolo della Quintessenza che produce con il suo misteriosissimo movimento tutti gli elementi costitutivi del mondo. Il pentagramma è una figura teurgica assai efficace per gli scongiuri contro i cattivi demoni che albergano dentro e fuori di noi, lo troviamo spesso nelle cattedrali gotiche e nelle chiese templari. C’è un pentagono esteriore e un pentagono interiore che racchiude grandi virtù e misteri tutti da scoprire.

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 L’Associazione Archeosofica ha programmato nella sua Sede di Pistoia (Piazza dello Spirito Santo,1) un corso sulla Tradizione Kabbalistica. La lezione di venerdì 20 marzo, a cura del prof. Giancarlo Brogi, avrà per tema “I principi della Ghematria”.

Le lezioni sono basate su alcuni trattati antichi della letteratura classica kabbalistica e su altri più moderni, tra cui “Elementi della Tradizione Kabbalistica”, “La spiritualità dei numeri sacri” e “Lingue sacre, grammatica jeratica e parole teurgiche”, di Tommaso Palamidessi; “Seem Hammephorasch – Il Nome divino di 72 lettere” e “Il Nome di Dio” di Alessandro Benassai. Il materiale didattico è necessario per seguire al meglio le lezioni.

 

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