LE PREPARAZIONI OFFICINALI – di Laura Monducci Poli

piante-officinali

Ormai è noto a tutti che le erbe e le piante hanno un ruolo fondamentale non solo nell’alimentazione umana ma anche per l’igiene e la cura della persona e nella composizione di molti farmaci. L’uomo ha imparato molto presto a riconoscerle e utilizzarle a proprio vantaggio, studiandone nel corso del tempo le caratteristiche, le qualità e le proprietà. La fitoterapia è la scienza che utilizza le piante medicinali nelle loro varie forme a scopi salutistici, ed è la più antica di tutte le medicine. L’osservazione forse casuale che una foglia, una radice, un fiore, collocati su una ferita, procuravano una rapida guarigione, fu forse l’inizio di questa scienza. Del resto l’uomo imparava e imitava cioè che gli animali già avevano scoperto, per quel meraviglioso istinto che li guida nella scelta dei cibi e dei medicamenti naturali.

“Tutti i prati e tutti i pascoli, tutte le montagne e le colline sono farmacie” diceva Paracelso. paracelso

Le piante medicinali rappresentano il primo esempio di farmacoterapia, e l’officina indica il luogo dove con l’arte e la scienza della Tradizione antica, le piante sono sottoposte a dei trattamenti speciali per estrarre da esse tutte le sostanze chimiche utili alla terapia. La parola latina  officina fa riferimento agli antichi laboratori farmaceutici dove si procedeva all’estrazione di droghe tradizionalmente usate nella medicina popolare. Il termine “ officinale “ (da officina, laboratorio, “farmacia”), indica i vegetali usati in terapia e che furono anche chiamati col nome di semplici (Semplici – dal latino medievale “medicamentum” o medicina simplex – erano definite le erbe medicinali).

Il giardino dei Semplici UDINE

Una pianta officinale è un organismo vegetale usato nelle officine farmaceutiche per la produzione di specialità medicinali. Per consuetudine, col tempo, la parola “medicamenti” fu omessa e il solo termine “semplici” rimase a indicare le piante utilizzate a scopo salutare. Le persone che raccoglievano e vendevano i semplici erano i “semplicisti”. E’ anche curioso il fatto che quelli che oggi si chiamano orti botanici, a quel tempo erano chiamati Giardini o horto dei semplici, ed erano il luogo destinato alla loro coltivazione; la “lettura dei semplici” era la disciplina che all’interno delle antiche scuole di medicina ne insegnava il riconoscimento, le proprietà e l’uso terapeutico. Nella composizione chimica delle piante s’individuano numerose classi di composti organici e inorganici: zuccheri, lipidi, vitamine, ormoni, alcaloidi, tannini, sali minerali glicosidi, saponine, mucillagini, principî amari, gomme, terpeni, olî essenziali, ed altre sostanze, talora diffuse in tutto il corpo del vegetale, talora localizzate o più abbondanti in parti determinate. E’ agli organi della pianta che contengono la maggior quantità di principi attivi che si deve far riferimento per poterli estrarre in quantità ottimale ai fini terapeutici. Questo ci porta alla definizione di droga, intesa come quella parte della pianta che contiene la massima concentrazione dei principi attivi. Il significato più comune che nella lingua corrente italiana si dà alla parola” droga” è quello di “stupefacente, narcotico” e quindi questo termine evoca subito delle sensazioni negative. Droga però nella sua espressione originale vuol dire “medicina, farmaco”, significato acquisito in un tempo in cui gli unici farmaci esistenti erano quelli di origine naturale. Oggi con il termine droga vegetale s’intende una pianta, o una sua parte, che sia stata raccolta e preparata (generalmente essiccata) in modo da poter essere conservata e utilizzata ai fini terapeutici. Le piante, infatti, sono da sempre un ricco e prezioso serbatoio di sostanze farmacologicamente attive, quindi di alcune si usa tutta la pianta, di altre invece solo il legno o la corteccia o la radice, oppure i bulbi, i tuberi, le foglie, i fiori, i frutti, o i semi. Con le erbe officinali si possono fare diverse preparazioni, sia per uso interno sia per uso esterno. Lo studio delle piante medicinali deve sempre essere abbinato alla sua realizzazione pratica.

erbe officinali

Allestire un laboratorio, una farmacia domestica, dove realizzare alcune semplici preparazioni officinali, può essere molto utile e appassionante. I rimedi a base di erbe si possono usare per curare ma se non si è medici è sempre meglio prima di fare una diagnosi da soli ricorrere appunto al consiglio di uno specialista. Rimedi naturali non vuole dire innocui, quindi occorre sapere quello che si sta facendo. Una pianta medicinale deve essere trattata con arte, perché dia tutti i suoi principi medicamentosi; a ognuna conviene un trattamento particolare. Per somministrare con profitto i principi attivi o meglio i fitocomplessi, è necessario estrarli dalle droghe in cui sono concentrati, solo così potremo farli giungere in quella parte dell’organismo ove si vuole che esercitino la loro azione terapeutica. Ci sono tante tecniche d’estrazione o separazione dei principi solubili dei vegetali, e si ottengono mediante un solvente, il quale può essere acqua, alcool, aceto, olio, vino. Le principali e più utili preparazioni sono: infusione, decozione, macerazione, spremitura, estratto fluido, tintura alcolica o alcoolato, distillazione.

 

 

 

 

 

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