ASTROLOGIA EGIZIANA

astrologia egiziana 1

Le testimonianze che abbiamo sulle conoscenze astronomiche degli antichi egiziani ci dimostrano il loro approfondito studio del cielo, concepito come un luogo dove si rifletteva una realtà e volontà divina. Questa realtà preesistente, nascosta, diventava così partecipabile, raggiungibile, secondo un linguaggio, quello degli astri, che era l’espressione di un ente vivo, El Haiath, come gli arabi poi chiamarono lo Zodiaco, il “Vivente”.

D’altra parte per gli antichi egizi tutta la natura era un essere vivente. Essi cercavano di uniformare la loro esistenza a questo Ente, non c’era azione che svolgessero senza invocare l’assistenza divina che si esprimeva attraverso varie forme, tante divinità che erano però i molteplici aspetti di un’unica Potenza.

«O Grande Dea che diventasti cielo, Tu sei forte, tu sei potente. Tu riempi ogni luogo della tua presenza. L’intera Terra è sotto di te, tu la possiedi. Così come includi la Terra e ogni cosa dentro le tue braccia, Così tu hai posto questo Pepi a te, Come stella imperitura che è in te!”                  (Testi delle Piramidi, Pepi I, Invocazione 432)

astrologia egiziana 2

In ogni atto della vita di questo popolo, in ogni sua manifestazione di civiltà e perfino nell’arte, vediamo le stigmate d’una profonda credenza in Dio e nell’immortalità dell’anima, non solo, ma nel suo destino beato o infelice proporzionato al suo operato sulla terra.

Ecco che allora, in conformità a momenti astronomici-astrologici ben precisi, tutto culminava negli atti sacri, solenni rituali pubblici, cerimonie che seppur ricche e fastose erano solo la parte popolare del rito, in maggioranza privato e segreto. Un rituale misterioso e riservato si svolgeva all’interno del Tempio dove veniva custodita e insegnata la scienza degli astri. L’astrologia così concepita e praticata permetteva di unirsi all’eterno rito che le divinità svolgevano nell’alto dei cieli. Quale miglior indice e segno di questo eterno rito celeste del Dio Sole Ra! Infatti gli astrologi egizi esaminavano in particolare il ciclo solare, sia giornaliero che annuale, ben sapendo che segnava nello Zodiaco dei punti, dei momenti, delle porte che rendevano possibile l’unione mistica con la Divinità rappresentata dal Sole stesso.

Una scienza quindi che presentava un cammino ben preciso, un itinerario spirituale da viversi anche con gesti e cerimonie rituali. Seguendo il tragitto del Sole sulla sua barca gli egiziani credevano di essere condotti nelle ore diurne e nelle ore notturne rispettivamente nel regno dei vivi e nel regno dei morti, con un cammino di morte e rinascita che gli astri mostravano, come fossero divinità, permettendo così al Faraone di diventare uno di loro, una stella imperitura.

Giovedì 23 ottobre alle ore 21.30 un incontro sul tema ASTROLOGIA EGIZIANA a cura di Franco Naldoni. Ingresso libero e gratuito.

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