Alchimia – di Alessandro Pelagatti

Alchimia 1

La realizzazione dell’umana perfezione non è un processo psicologico o un aggiustamento morale della propria personalità con pochi facili espedienti, come oggi erroneamente si vorrebbe far credere in talune correnti spiritualistiche o psicologiche, ma è un processo di reale trasformazione interiore che investe la parte più profonda dell’uomo e della donna, l’individualità e la totalità del composto umano, un reale cambiamento di natura, di vibrazione, che agisce molto in profondità, vera accordatura e saldatura con l’Assoluto, per la quale è necessaria la Grazia divina dall’alto e l’ascesi umana dal basso ed i cui metodi e procedimenti non si possono svelare senza precauzioni; delicate operazioni di chirurgia spirituale, nelle quali l’ingegnere, il laboratorio, gli strumenti, i metalli e i mantici sono dentro di noi.

Per questo i sacerdoti di ogni tempo, dei templi dell’Egitto, dell’India, e del cristianesimo dei primi padri, insegnarono ai soli Iniziati ai misteri le operazioni da compiere nascondendole ai profani e custodirono gelosamente i segreti di quell’arte meravigliosa che ha preso il nome di Alchimia, (che nel medio evo venne chiamata Arte Regia perché fa dell’individuo un Re in senso spirituale), che è sempre stata presente in tutte le tradizioni religiose, come l’aspetto più nascosto ed intimo di esse.

 

I grandi Maestri velarono dietro a simboli e procedimenti in apparenza di chimica ordinaria, le operazioni da compiere dentro di sé, con nomi come la distillazione, la calcinazione, separazione, putrefazione, sublimazione, con un linguaggio simbolico, criptico, volutamente difficile, a volte addirittura esasperante, forse per far desistere i curiosi e coloro che non avrebbero potuto capire, ma al tempo stesso indicare a chi già poteva capire, a chi era maturo, la via per realizzare la Grande Opera e fabbricare la famosa Pietra Filosofale, che avrebbe permesso al fortunato possessore di trasformare i metalli vili in oro e avere la vita eterna trasmutandosi, cambiando il guardiano della soglia in un angelo di luce.

Alchimista

Ovviamente, chi non poteva e non può tutt’oggi capire, potrebbe pensare ad una trasformazione chimica dei metalli vili in metalli preziosi per banali questioni di guadagno di ricchezze, potrebbe concepire l’Alchimia come l’antenata della chimica, ed in parte è vero, perché i grandi alchimisti del passato nel cercare il modo di trasmutare sé stessi, ebbero anche modo di scoprire medicamenti e nuove sostanze fino ad allora sconosciute, come ad esempio l’ammoniaca scoperta dagli alchimisti del XII secolo. Qui entriamo nel campo della spagirica, l’alchimia essoterica o esteriore, la ricerca dei medicamenti e degli aiuti per l’ascesi che deve essere condotta insieme al suo aspetto più nascosto o esoterico.

L’esoterismo dell’Alchimia, cioè l’aspetto più profondo che oggi si trova in maniera completa e senza troppi misteri fra le righe dell’Archeosofia, punta decisamente altrove, verso la trasmutazione della coscienza che fa dell’uomo un Santo attraverso la via mistica (lunare) ed un Eroe mediante la via iniziatica (o solare), secondo un mirabile percorso graduale di ascesa voluto dal Grande Architetto dell’Universo che ci vuole come suoi figli adottivi. Qui si parla di metalli ed Oro interiore, intendendo per metalli vili, i vizi da trasformare in metalli nobili, in virtù; non c’è niente da tagliare ed eliminare dentro l’uomo e la donna, ma solo da cuocere per trasmutare.

Imperatore

L’alchimia è stata presente in molte tradizioni, insegnata da quel Thoth degli egiziani, l’Ermete Trismegisto dei greci, tramandata negli scritti ermetici, nelle 22 Lame del Tarocco che sono un percorso ben preciso di trasmutazione spirituale; nella carta dell’Imperatore ad esempio, si nota il corpo rappresentato come a forma di triangolo e le gambe a croce, simbolo del solfo rosso, seduto su di una pietra cubica. Il cubo sormontato dalla piramide è simbolo infatti della Pietra Filosofale.

Questa tradizione è presente anche nel cristianesimo, i Vangeli stessi sono dei trattati di Alchimia, la vita del Cristo è una indicazione dei processi alchemici da attuare. Se si leggono con più attenzione, nei Vangeli si può scoprire l’opera al nero, al bianco ed al rosso. Esperienze come la nascita, la trasfigurazione, la passione, morte e resurrezione, possono dire molto a chi è addentro a tale linguaggio. Seguire il Cristo, come lui stesso ha invitato a fare più volte, significa mettere in pratica, vivere questa ascesi di trasmutazione con il suo fondamentale aiuto, lungo la via tracciata dal Cristo stesso: “Io Sono la Via, la Verità, la Vita”.

alchimia-1

In questi tempi moderni, oscuri, tumultuosi, di crisi continua delle coscienze, definita dagli indiani “Kali yuga” cioè il periodo nero dell’età nera, caratterizzato da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale, dove niente sembra avere senso, dove sembra di aver perso la chiave per decifrare e mettere in pratica tutte le antiche conoscenze, ecco che una nuova luce si fa strada; la tradizione ermetico-alchimistico-cristiana ritorna in una forma nuova adatta per l’Era dell’Acquario: l’Archeosofia, la dottrina ed i metodi per la riuscita della Grande Opera alla portata di tutti. Anche chi non è avvezzo a tali pratiche, con buona volontà può istruirsi e passare subito all’azione, senza bisogno di spaccarsi la testa per capire gli scritti degli alchimisti e i loro enigmi, perché la Via pratica, diretta, è già tutta realizzata e scritta nero su bianco, su quella stessa linea che Gesù il Cristo ha già segnato più di duemila anni or sono e che affonda le sue radici ancora più lontano, al tempo di quel Melchisedek, Re di Salem che porse ad Abramo e Sara la coppa con il pane ed il vino.

 

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